Quando si parla di gestione delle flebo, non servono statistiche alla mano per affermare con certezza che ad occuparsene sono molto spesso gli operatori socio sanitari. Basta parlarne con amici, parenti o qualsiasi altra persona che abbia subìto o visto da esterno un ricovero, per ritrovarsi con una testimonianza simili  per esempio, ex-paziente di un reparto di medicina d’urgenza, racconta: Tutte le mattine, durante il giro letti, gli Oss chiudevano la flebo e mi staccavano il tubicino (deflussore, ndr.) per spogliarmi, far passare la manica e lavarmi. Poi mi rivestivano e lo riattaccavano. Credo lo facessero per velocizzare i tempi. Mi è capitato molte volte di chiamare l’Oss per staccare le flebo dei pazienti, perché magari dovevano andare in bagno o fuori a farsi un giro con i parenti e non volevano portarsi dietro il porta flebo con tutto il resto dice, pacifico, Giuseppe, volontario in un grosso ospedale del nord Italia. Lo stesso riferiscono molti infermieri trovando sfogo su internet. Per esempio, Leon: Nella clinica dove sono assunto, tale è la mole di lavoro che grava sulle spalle di noi infermieri, che per l’Oss è diventato quasi un obbligo occuparsi delle flebo. La coordinatrice infermieristica lo sa e ci ha autorizzati a richiedere il loro supporto anche per altre procedure.

I prelievi sottocutanei non sono poi banali nell’eseguirli Somministrazione flebo a domicilio

I nostri operatori infatti sono anche in grado di sostituire le bottiglie delle flebo e regolarne il flusso. È vero, non ci vuole molto a imitare una procedura e chiunque può farlo, anche relativamente bene. Ma rimane pur sempre una riproduzione. Un atto privo di coscienza che non ha alcun valore. Dunque, siamo sicuri che l’ammalato abbia bisogno di questo? E sebbene sia una testimonianza gravissima, purtroppo non è l’unica da parte di professionisti della sanità. Sicuramente per qualcuno potrà sembrare un aiuto, ma in realtà si va incontro ad enormi rischi e future problematiche. Da me, gli Oss fanno quello che gli pare. Anche se io, che sono l’infermiere, gli dico di avvisarmi quando finisce la flebo – denuncia Riccardo – loro non lo fanno mai. Poi vado nelle stanze per controllare se le infusioni sono finite e mi ritrovo con i deflussori chiusi, ma ancora attaccati e quindi con il sangue che refluisce nel tubo. Oppure, peggio, con i deflussori chiusi che penzolano a terra. Dopo, parlo con i pazienti e questi mi raccontano che magari l’operatore non aveva neanche i guanti. Fleboclisi è sinonimo di terapia endovenosa e consiste nella infusione di sostanze liquide direttamente in vena, per cui soltanto il personale specializzato dovrebbe occuparsene, soprattutto per le responsabilità che comporta.

Spesso non si tratta solo di aprire o restringere i tubicini Somministrazione flebo a domicilio

Non si tratta infatti banalmente di chiudere e aprire un deflussore o il rubinetto di un catetere, di attaccare e staccare una bottiglia; qui si sta parlando di valutazione costante del paziente, dall’inizio dell’infusione fino alla fine. Valutazione del suo benessere, che tutta la manovra sia fatta in sterilità, del corretto funzionamento dell’apparecchiatura e cioè che non ci sia per esempio aria nel tubo o che il sangue non refluisca, che la cannula non sia occlusa, o che i tempi e la velocità impostati siano adeguati al caso. Insomma, si tratta di osservare con occhio clinico e sapere far fronte ad eventuali problematiche. Un potere decisionale che non può appartenere all’Oss visto che non è stato formato per fare questo, o almeno non ancora.Che un infermiere pensi di delegare alcuni compiti indelegabili, perché non ce la fa a seguire tutto, è professionalmente ed eticamente scorretto. Non fa altro che mettere a repentaglio la propria carriera e quella dei colleghi Oss, oltre che la vita dei pazienti.

Link Utili:

Una definizione dell’argomento Infermiere A Domicilio  data dalla famosa enciclopedia on line. (Wikipedia)